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Omesso versamento ritenute: paga chi era amministratore quando è nato il debito

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La terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n.1511 ha stabilito che, risponde per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali chi era legale rappresentante della società quando è nato il debito, anche se nel frattempo ha perso la carica.

In particolare, la Cassazione afferma il principio che è responsabile dell’omissione chi era tenuto al versamento nel momento in cui è sorto il debito, anche se “medio tempore” ha perso la rappresentanza o la titolarità dell’impresa. L’imputato non può obiettare che era nell’impossibilità di provvedere essendo ormai fuori della società, perché poteva, ai fini della non punibilità, fare il suo dovere secondo lo schema dell’adempimento da parte del terzo previsto dal codice civile (articolo 1180) sollecitando i (terzi) nuovi amministratori.

Né, tantomeno, il dolo può essere escluso dalla conclusione di un piano di rientro del debito concordato con l’Inps. E questo perché il reato proprio “ovvero la consapevolezza dell’omissione dei contributi Inps, deve sussistere al momento della scadenza dell’obbligazione e dunque rispetto a questo momento che deve essere apprezzato il dolo del reato, a nulla rileva il successivo piano di rientro del debito”.

Avvocato Bruno Cervone
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