avv.brunocervone@libero.it

+39 3467711499

+39 3928803556

Lun-Ven 10-22

E’“indebita” la compensazione di crediti tributari inesistenti mediante “accollo”.

Comments (0) News

Art.10 quater, D.l.gs. n.74/2000

La compensazione dei crediti tributari inesistenti mediante accollo fiscale perfeziona il delitto di cui all’art.10 quater perché l’art. 17, D.lgs. n. 241 del 1997 non solo non prevede l’ipotesi dell’accollo, ma richiede che la compensazione avvenga unicamente tra i medesimi soggetti.

La Corte di Cassazione Penale(Cass.Pen. sez.III, 3 luglio 2018 n. 29870-Pres.Cavallo-Rel.Scarcella P.M. Cuomo) ha ribadito il principio secondo il quale “non versare le somme dovute, utilizzando in compensazione crediti inesistenti, per un importo annuo superiore a cinquantamila euro, è soggetto alla alla pena della reclusione da sei mesi a due anni “ (art. 10quater Dlgs 74/200)” e si riferisce a soggetti legittimati, ex art.17ss.,Dlgs.n. 241/97, ad effettuare pagamenti di imposta utilizzando in compensazione crediti verso l’Erario, ed in tale categoria devono farsi necessariamente rientrare anche coloro che, in virtù del contratto di accollo, agiscono come debitori proprio in virtù del fatto che, con l’accollo, si sono volontariamente fatti carico dei debiti altrui”.
Riproduzione riservata
avv. Bruno Cervone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *