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No al sequestro con sgravio di cartella

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Va revocato il sequestro preventivo se l’agenzia delle Entrate sgrava integralmente la cartella per la quale è pendente il giudizio in commissione tributaria ed anche se la relativa decisione non è definitiva. A confermare questo principio è la Corte di cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 355 depositata ieri.

La Suprema corte,  ha confermato l’orientamento sul punto. In caso di annullamento della cartella esattoriale da parte della commissione tributaria, con sentenza anche non definitiva e di relativo provvedimento di sgravio da parte dell’Ufficio non è possibile disporre o mantenere il sequestro funzionale alla confisca (tra le altre Cassazione 19994/2017 e 39187/2015).

La decisione conferma così l’orientamento sulla valenza del debito risultante presso l’Agenzia delle Entrate.

Peraltro, in tale contesto, va segnalato che la Cassazione (32213/2018) aveva già precisato che nei delitti tributari il profitto del reato da sottoporre a misura cautelare è rappresentato da quanto preteso dalle Entrate.

Va da sé quindi che se l’indagato ha corrisposto quanto preteso negli atti tributari è irrilevante che l’imposta calcolata dal pm nel procedimento penale sia superiore.

Tali conclusioni non contrastano con cd “doppio binario”, poiché esso trova applicazione solo per la valutazione delle prove sull’illecito, ma non per la determinazione del profitto del reato.
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avv. Bruno Cervone

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